Di seguito settimo, sesto, quinto posto.
7. ANNA ANDERSON, ALIAS ANASTASIA - Con l’avvento della Rivoluzione russa, fu messa fine alla dinastia dei Romanov. lo Zar Nicola II, sua moglie, il figlio e le sue quattro figlie furono trucidati per garantire che nessun erede potesse un giorno ritornare e proclamarsi come legittimo erede dello Zar di “tutte le Russie”.Ben presto, dopo quella esecuzione, cominciarono a girare voci che una (o più) dei figli dello Zar fosse sopravvissuta. Una di queste fu Anna Anderson. Nel 1920, la Anderson fu ricoverata in ospedale dopo aver tentato il suicidio, durante la convalescenza confessò di essere la principessa Anastasia, la figlia minore della famiglia reale. Si distinse da altri pretendenti perché lei aveva una certa somiglianza con la principessa, ed aveva anche una ottima conoscenza della famiglia russa e della vita di corte. In molti cominciano a crederle. Nel mondo, del resto, il turbamento portato dai “bolscevichi” era tanto. Nel 1927, però, un presunta ex compagna di stanza della Anderson affermò che il suo nome era Franziska Schanzkowska e non Anna e certamente non Anastasia. Questo non ha impedito alla Anderson di
proseguire col suo inganno e di proclamarsi fino alla sua morte, nel 1984, come l’unica legittima erede dello Zar. Anni dopo, con la scoperta dei resti della famiglia reale, il test del DNA ha confermato che la Schanzkowska non era affatto Anastasia.
6. L’UOMO DI PILTDOWN - Dopo che Charles Darwin pubblicò la sua rivoluzionaria scoperta “Sulla origine delle specie” nel 1859, gli scienziati cercarono di trovare le prove fossili di antenati umani estinti. Essi cercarono i cosiddetti “anelli mancanti” per colmare le lacune sulla linea temporale dell’evoluzione umana. Quando archeologo Charles Dawson portò nel 1910 alla luce quello che pensava fosse un anello mancante, ciò che egli aveva realmente trovato fu delle più grandi truffe della storia. La scoperta era l’uomo di Piltdown, i pezzi di un cranio e della mascella con molari trovati nella cava di Piltdown, nel Sussex, in Inghilterra. Dawson portò la sua scoperta all’importante paleontologo Arthur Smith Woodward, che la giudicò immediatamente come autentica e lo farà per tutto il resto della sua vita. Peccato che nei decenni successivi, altre importanti scoperte hanno suggerito come lUomo di Piltdown non potesse essere riconducibile alla reale evoluzione umana. Nel 1950, i test hanno rivelato che il cranio era vecchio di soli 600 anni e la mascella era quella di un orangutan. Qualche persona esperta, a quanto pare, aveva manipolato questi pezzi, compreso la colorazione dei denti. Il mondo scientifico era stato ingannato. Allora, chi c’era dietro la frode? Molti sono stati gli indagati, tra cui Dawson stesso. Oggi, tutto lascia intendere che fu un certo Hinton Martin, un volontario del museo ad orchestrare la truffa per mettere in imbarazzo il suo capo, Arthur Smith Woodward, che si rifiutava di dargli uno stipendio settimanale.
5. L’AFFARE DREYFUS - Anche questo scandalo è stato costruito su una menzogna che ha drammaticamente colpito la politica nazionale francese ed è stato perpetuato per anni dall’odio. Alfred Dreyfus era un ufficiale ebreo dell’esercito francese nel 19 ° secolo, quando fu accusato di Alto tradimento: la vendita di segreti militari alla Germania. Dopo il suo processo molto pubblicizzato, le autorità lo condannarono all’ergastolo all’Isola del Diavolo. Non solo, essendo ebreo, fu orchestrata dalla politica e dalla stampa una vera e propria campagna antisemita. Tuttavia, emersero entro breve tempo dei sospetti. Le lettere incriminate erano false e che il vero colpevole era un altro maggiore dell’esercito, tal Esterhazy. Quando le autorità francesi soppressero queste accuse, il romanziere Emile Zola lancio un famoso “J’accuse” contro le coperture fatte dall’esercito e dallo Stato maggiore. Nel corso della drammatica polemica durata ben 12 anni, scoppiarono molti violenti disordini di stampo antisemita. Tuttavia, la verità venne a galla. Il maggiore Hubert Joseph Henry ammise la falsificazione di quei documenti chiave e, dopo poco tempo si suicidò. Il caso fu riaperto. Ciononostante La corte ritenne nuovamente colpevole Dreyfus, ma ben presto arrivò la grazia del Presidente della Repubblica. Pochi anni dopo, una corte civile d’appello scagionò completamente Dreyfus, che continuò ad avere una brillante carriera militare e combatté con onore nella Prima Guerra Mondiale. Nel frattempo, lo scandalo aveva cambiato la faccia della politica in Francia.
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